Disperata su facebook: aiutatemi a ritrovare il mio scooter!!!

23 agosto 2009

Ecco dove siamo arrivati: non solo amicizie, fattorie, foto e tag, adesso su facebook nascono gli appelli per riavere oggetti rubati.

Capita alla ragazza della provincia di Brindisi che lancia in rete un appello emotivo e intervallato da pianto dirotto per riavere il suo scooter col quale ha passato avventure indimenticabili «sempre insieme con il caldo, il freddo, la pioggia, il vento, mattina, pomeriggio e sera» e di cui parla come se fosse il proprio fidanzato. In cambio è disposta a pagare 1000 euro o a barattare computer e stereo.

A prima vista sembra uno scherzo ed è stata presa in giro da moltissimi utenti su youtube, diventando presto il tormentone del momento (come “Ciao, io sono truzza“) ma la poverina ha davvero subito un furto!

Come risponde la rete? Con parodie (alcune con messaggi molto divertenti come “altrimenti rapite anche me”) e gruppi impietosi come : «Vendo phantom malaguti color arancio € 1000,00, oppure lo scambio con radio o pc usati! Contattatemi se siete interessati (così lo tiro fuori dal bunker) a questo numero di telefono…».

 

Pablo ringrazia.

29 luglio 2009

In seguito alle millemille visite di ieri all’articolo su facebook, Pablo si è montato la testa e adesso è convinto che le visite e i vari link su facebook siano tutti dovuti alla sua foto con la Nutella. 

Per questo vi ringrazia tutti e ci tiene a farvi sapere che sta tentando di disintossicarsi dalla Nutella ed è passato a cibi più sani… qui di seguito le foto:

dalla nutella all'osso per cani

dalla nutella all'osso per cani

naso

naso

 

 

primo piano del naso di Pablo

primo piano del naso di Pablo

crunch crunch crunch

crunch crunch crunch

 

 

 

 

 

 

 

Scusate per la qualità scarsa delle immagini…. fotografare un labrador è difficile… fotografare Pablo è molto difficile… fotografarlo mentre mangia un osso (o qualcosa in generale) è impossibile!!!!

 

che schifo gente... ridatemi la nutella!

che schifo gente... ridatemi la nutella!

ahi ahi ahi… Facebook e i miei diritti…

28 luglio 2009

Facebook acquisisce contrattualmente tutti i diritti, compresi quelli di sfruttamento commerciale e cessione a terzi, dei contenuti pubblicati, e quindi anche delle fotografie.  (leggi il regolamento)  

Questa cosa e’ pienamente in linea con lo spirito di condivisione della Rete ma, mentre non rappresenta un problema per i contenuti da tempo libero (non mi interessa se Facebook ha i diritti sulla foto del mio cane che tenta di aprire un barattolo di nutella),

Pablo mangia un barattolo di nutella

Pablo mangia un barattolo di nutella

puo’ essere una mina pericolosa per le immagini di carattere professionale, o che potrebbero diventare tali.

Verso la fine di febbraio, Facebook ha parzialmente corretto la richiesta, reintroducendo la cessazione della licenza nel momento in cui si cancellano le immagini. Il ripensamento di FB che ha reintrodotto la possibilita’ di cancellare le immagini e la licenza e’ gia’ qualcosa, ma resta il nodo della loro facolta’ di cessione a terzi.

Altro fattore controverso: Facebook utilizzerà le foto degli utenti nei banner pubblicitari che appariranno sui profili dei vostri amici, il motivo? Incrementare gli introiti ricavati dalla pubblicità grazie allo sfruttamento delle vostre foto e dei click dei vostri contatti.

Così capiterà come alla sfortunata mogliettina inglese che aveva tra i propri contatti suo marito il quale ha trovato nel banner laterale un’invito ad iscriversi a “hot singles”… e indovinate chi c’era come foto associata al link? La povera mogliettina!!!

Per evitare che questo accada anche a voi e che il vostro fidanzato vi lasci andate in :

-> Impostazioni Privacy
-> Notizie e Bacheca
-> Inserzioni di Facebook
-> Presenza nelle Inserzioni di Facebook
: impostare il valore a “Nessuno“.

 

….Questo succede quando non si leggono i “terms of use”.

FriendFeed….

23 luglio 2009

FriendFeed

Ecco un nuovo social network… dato che non so cosa sia, leggo curiosa “about us” e mi piace…. un misto tra Facebook, Del.icio.us e Twitter? Vedremo…

Grafica molto simile a Twitter, possibilità di pubblicare immagini, testo e files e iniziare discussioni a riguardo, iscriversi ai gruppi, ai feed degli amici, mandare mail o chattare, suddividere gli amici tra personale/professionale/preferiti….

Posso scegliere un tema (su facebook sono già nati gruppi che promettono miracolosi cambiamenti del tema che rimane però inesorabilmente bianco e blu), carinissimo il tema “duck hunt” (ma nooooo non si spara alle papere!!!).

Insomma perchè dovrei scegliere FriendFeed se ho già Facebook?
Forse perchè è più “rilassante”, la suddivisione in gruppi degli amici fa sì che non si venga inondati di mille particolari della vita di persone che forse non abbiamo mai nemmeno visto e non ha la pubblicità (vi mancheranno i banner laterali che vi invitano a comprare le creme più incredibili e a conoscere signorine/signorini nei siti più sconosciuti?).

Di sicuro ha una impostazione dell’interfaccia mooooolto più semplice di facebook, con poche opzioni che riassumono tutte le funzioni, imposta la pagina personale esattamente come Twitter: una lista dei link/immagini/files pubblicati dall’utente.

Sarà il nuovo social network del 2010 o morirà ancor prima di evolversi totalmente, nell’ombra di Faccialibro? Dite la vostra…. io per adesso ho solo due amici :( e tornerei a ripassare per l’esame…. :D

House of Books….

20 luglio 2009

house of books image

 

House of Books  è il classico esempio di sito basato sui contenuti generati dagli utenti.

La sua creatrice Daze (ma potete anche chiamarla Nina se volete!) è una splendida ragazza con una passione sconfinata per i libri, motivo per cui è nato il blog che si è evoluto in sito.

Ed ecco l’intervista che Daze ci ha gentilmente concesso per parlare un pò di House of Books e degli UGC!!!


 

1) racconta in breve l’evoluzione di House of books: come è nata l’idea e come si è evoluto in un sito da un blog?

House of Books nasce come blog nel settembre 2008 per una mia personale esigenza di raccogliere recensioni e le uscite in libreria più interessanti in uno spazio che fosse mio. L’idea è piaciuta e dopo l’incontro fortuito con Valeria Motto (su Anobii conosciuta come Anita Blonde) e Carlotta De Melas si è evoluto dapprima con spazi dedicati ad interviste ad autori stranieri e italiani per poi diventare un vero e proprio sito internet con servizi fotografici, anteprime letterarie e interviste esclusive condotte dallo staff.

2) Cosa pensi dei blog novel? Pensi che sia più facile per uno scrittore emergere oggi grazie ad internet piuttosto che in passato?

Sicuramente la realtà dei blog novel è in espansione anche e sopratutto perchè chi vuole scrivere e lo sa anche fare, trova sempre maggiori difficoltà ad affrontare il mondo dell’editoria più convenzionale. In altri casi è un vero e proprio modo per comunicare con il pubblicoche aspetta con trepidazione il seguito delle storie e può ‘in diretta’ esprimere opinioni e accendere discussioni. 

Che lo aiuti ad emergere non saprei. Ci sono casi come quello di Lara Manni autrice di Esbat, nato come fanfiction e approdato alla Feltrinelli. (leggi l’intervista di House of Books a Lara Manni e l’articolo sui blog-novel).

3) Gli scrittori che intervistate sono prevenuti nei vostri confronti perchè non siete legati a una casa editrice? Cosa pensano del vostro sito?

Le case editrici inizialmente avevano perplessità nei nostri confronti, quando ci presentavamo come ‘blogger’ ci vedevano come un puntino nell’oceano, se così si può dire. Anche per questo è nata la necessità di aprire un sito internet. Un’evoluzione che ha portato più respiro e spazio ad autori e progetti. Gli scrittori sono sempre felici di collaborare e di essere pubblicizzati. Riceviamo parecchie proposte di interveste e recensioni.
Considerato l’elevato numero di link e articoli che vengono scritti e scambiati con HoB posso dire che gli autori apprezzino il nostro operato!

4) Cosa pensi dell’evoluzione di internet verso la possibilità per chiunque di caricare i propri contenuti?

Ho sempre amato l’idea di poter ‘costruire’, inventare e contribuire. Quante volte mi è capitato di non trovare quello che cercavo! Ora grazie a siti come Wikipedia, Anobii e gli ultimi nati come TripWolf possiamo partecipare, consigliare ed essere consigliati da fruitori come noi.
Caricare propri contenuti in internet e quindi condividerli con un pubblico vastissimo è un servizio che noi tutti possiamo offrire ed è giusto che in alcuni casi sia stato dato all’utente questo potere. Con i suoi pro e i suoi contro, più libertà ma il pericolo di incorrere in notizie poco accurate, trovo comunque che sia un’innovazione incredibile.

 

Grazie a Daze e House of Books!!!!

Google.com/favoriteplaces

18 luglio 2009

Google ha chiesto ad alcuni personaggi famosi di indicare i loro posti preferiti su google maps, creando una loro mappa personale consultabile da tutti noi… ottimo modo per pubblicizzare il sito ed aumentare le persone che lo utilizzano.

Iniziativa carina anche perchè non tutti hanno segnato posti scontati (Parigi, Pompei, Roma….) alcuni sono davvero molto interessanti come i luoghi preferiti di Robert Ballard, “esploratore marino” (deep-sea explorer) tra i quali troviamo il Titanic; altri hanno delle descrizioni molto simpatiche come quelli di Charles Veley (la persona che ha viaggiato di più al mondo) tra i quali troviamo Lord Howe Island ma anche la pizzeria in cui ha trovato lavoro dopo il college!!!

Recensioni… di tutto un pò!

17 luglio 2009

Recensioni di libri qlibri.it, bookspot.com, film Cinemalia , ristoranti 2spaghi, giochi per pc ormai con Google troviamo davvero di tutto!
Si parla di recensioni in siti ormai noti a tutti come Amazon o più piccolini come House of Books (un’iniziativa nata “dal basso” che rispecchia in pieno il concetto di UGC trattato in questo blog).

La faccenda (come al solito) si fa complicata quando si mette in discussione l’oggettività di queste recensioni: esemplare il caso di Belkin che offriva soldi in cambio di recensioni favorevoli su Amazon (leggi l’articolo della Stampa e la lettera di scuse del Presidente Mark Reynoso).

Si sà la corruzione è ovunque, anche su Youtube: ad esempio le makeup artist che fanno tutorial vengono contattate per pubblicizzare i prodotti delle varie aziende e sono poche quelle che lo ammettono o che ne parlano (vedi il video di Cliomakeup su Youtube). Ci si può quindi fidare delle recensioni trovate su internet?  

Caso esemplare: io e il mio ragazzo andiamo ad Ivrea in un hotel e scopriamo pochi giorni prima del viaggio tre recensioni abbastanza negative… eppure noi ci siamo trovati davvero bene!

E’ tutta questione di soggettività? Certamente bisogna tenere conto del fatto che tutti i contenuti generati dagli utenti non possono essere pienamente oggettivi, inoltre possono essere di parte perchè scritti in cambio di ricompense. Ma non per questo bisogna diffidare delle recensioni!

Proprio grazie a Youtube sono ormai diffuse le video-recensioni ideali soprattutto per i gadget tecnologici (vedi recensione i-phone) caricate online sia da utenti più “dall’alto” che da utenti qualsiasi; ed è anche diffusa la possibilità di votare le recensioni. Insomma l’UGC potrà anche essere soggettivo o addirittura prodotto su richiesta, ma può essere smentito da chiunque, concetto base di chi sostiene la qualità dei contenuti generati dagli utenti.

Sciopero blog vs obbligo di rettifica…

15 luglio 2009

Non potevo non interessarmi di questo sciopero del 14 luglio, “il primo sciopero mondiale” “un silenzio che fa rumore” etc… perchè riguarda in parte l’argomento del mio blog (e metti caso che all’esame mi arrivi la domanda simpatica: ma mi dica lei cosa ne pensa di questo DDL Alfano?… non posso rimanere zitta o cambiare argomento con la velocità di un giaguaro tipo “ma ha visto che bella giornata che è oggi??”… meglio informarsi…)

Allora, parto con la premessa che non mi schiero nè con i blogger che hanno scioperato (non vedrete simbolini di megafoni arancioni o foto di me imbavagliata) ma nemmeno con chi ha scritto la legge. Perchè? semplice, perchè voglio prima capire bene tutte le implicazioni di questo DDL, e poi prendere una decisione.

Per il momento voglio tentare di capire cosa dice il DDL e quali risvolti avrebbe:

Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale. (…)
Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.

Ok… quindi se io pubblico un post su Tizio e lui lo ritiene lesivo per la sua dignità può mandarmi un obbligo di rettifica che io dovrò pubblicare nelle stesse modalità con cui ho pubblicato precedentemente (scrivo un altro post).

Questo procedimento va benissimo per la carta stampata: nella pubblicazione successiva tutti leggeranno l’obbligo di rettifica. Ma in internet siamo sicuri che avrebbe lo stesso risultato? Se io scrivo un post e subito dopo ne scrivo altri 5, chi lo leggerà? 

E’ vero, esistono i FEED e la possibilità di sfogliare l’archivio, ma si pone un altro problema: se tutti sappiamo che la rettifica è stata imposta e che è stata pubblicata solo per evitare la sanzione amministrativa, potrà davvero intaccare l’autorità del blogger?

E se il blogger stesso inserisce un commento (dato che non si può commentare nel post che contiene la rettifica) come risposta al post, in cui spiega i motivi per cui ha scritto quelle cose e convince ancora di più i suoi lettori del fatto che il suo post aveva ragione di esistere e che la rettifica non ha alcun valore?

Inoltre, sappiamo tutti che un blog (a parte il mio ma va beh… parliamo dei blog con un pò di vita!!!) ha una rete sociale di contatti che leggono i post, li linkano, li postano sui social network, ricevono i feed e magari fanno copia e incolla ed inviano il testo via mail ad altri loro amici… insomma un post in teoria non rimane solo nel blog ma si diffonde in rete. Se a questo post viene legata una rettifica avrà ancora più successo perchè si scateneranno delle reazioni a catena che faranno nascere il doppio delle conversazioni/discussioni riguardanti il contenuto del post “rettificato”.

…Ovvero: se con la rettifica Tizio vuole mettere a tacere e nascondere le cose che ho scritto su di lui, in realtà è come se le evidenziasse con un enorme pennarello giallo.

Quindi a mio parere questo DDL è stato scritto da persone che non hanno la minima idea di come funzioni la comunicazione in rete.

Da questo passo a un breve cenno allo sciopero: ha davvero senso? Sì ok, alcuni giornali ne hanno parlato e qui sulla rete ha fatto molto scalpore, ma raggiungerà chi sta dietro a questo DDL?

Da un lato abbiamo persone che si imbavagliano, ok molto teatrali e d’effetto ma stare zitti contro una legge che vuole limitare la libertà di scrivere su internet non ha molto senso o sbaglio? Dall’altro lato abbiamo persone che scrivono moltissimi post (ha già più senso come protesta) ma dubito che abbia un risvolto a livello politico.

Non avrebbe forse più senso scrivere in massa ai giornali, alle segreterie dei partiti che sono coinvolti in questo DDL, al Ministro Alfano stesso, spiegando perchè questo DDL non ha senso se applicato ad internet, e tentando magari di creare insieme alla comunità di blogger delle leggi che siano davvero utili?

Reporter affermato? No grazie, basto io.

11 luglio 2009

Quante volte leggendo un giornale o guardando un servizio in tv abbiamo pensato: “chissà perchè non parlano mai di questo, questo e ancora questo”, o ancora abbiamo ritenuto che sarebbe meglio parlare di problemi seri invece degli ultimi tormentoni estivi?
C’è un modo per far sentire la propria voce e rendere pubblica una situazione ignorata dai media (sia i classici che online).
Ci sono siti come Youreporter.it o citizenmedia.org in cui si può assistere alla crescita di un nuovo modo di creare informazione: il giornalismo partecipativo .
La natura stessa di internet spinge gli utenti a cercare informazione in modo interattivo e non più legato ad una o due sole fonti cartacee. Informazioni che nascono, crescono e si diffondono in un continuo rimando tra siti e blog di contenuti “dal basso”.

OhmyNews è un esempio di sito di informazione ed il 70% dei suoi contenuti è prodotto da circa 35 mila cittadini-reporter. (Oggi il sito necessita di aiuti finanziari, per saperne di più leggete l’articolo)

E’ interessante vedere come i media classici reagiscono a questa nuova forma di informazione: se da un lato si sentono minacciati e controbattono con il concetto di “qualità” dei contenuti, dall’altro abbiamo un avvicinamento dei due mondi. Processo che inizia con la possibilità di commentare gli articoli, di inviare alla redazione le proprie idee al riguardo, di avere un piccolo spazio all’interno del giornale (ad esempio specchio dei tempi) e che ha la sua massima espressione nelle iniziative dei grandi media come la creazione di siti i cui contenuti sono interamente generati dagli utenti (vedi ireport.com della CNN) e il media si riserva la possibilità di utilizzarli per i propri servizi.

Se con il giornalismo partecipativo si abbatte ogni tipo di censura, rimane (ed aumenta) il problema della visibilità: data la mole di contenuti che ogni giorno vengono caricati online, chi ci assicura che riceveranno la meritata attenzione?


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